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L'Emicrania

Il “mal di testa” è una condizione da sempre misdiagnosticata e misconosciuta non solo dai familiari dei pazienti ma spesso dagli stessi medici, anche se ha un’incidenza severa sia sulla salute delle persone e sia sulla qualità di vita delle persone affette. L’emicrania è la terza patologia più diffusa nel mondo e affligge all’incirca una persona su sette. L’emicrania cronica, cioè con una durata superiore a 15 giorni al mese, affligge circa il 2% della popolazione mondiale.

Ormonali

Il 60 % delle pazienti riconosce nelle mestruazioni, per effetto della caduta dei livelli ematici di estrogeni, un trigger per l’emicrania e un miglioramento con la menopausa.

Familiarità

Figli di persone che soffrono di emicrania hanno una maggiore probabilità di soffrire della stessa patologia

Ambiente

I trigger che colpiscono gli organi di senso come luce intensa, umidità, odori o profumi intensi, rumori intensi, sbalzi di temperatura, caldo o freddo eccessivo.

Fisici

Come fattori visivi, affaticamento fisica, scarso o eccessivo sonno

Stress

Cambiamenti di stile di vita, periodi di stress elevato, emozioni intense o represse, delusioni

Alimentari

Digiuno, alimenti trigger, farmaci

Negli alimenti che sono trigger per l’emicrania sono presenti amine vasoattive in particolare l’istamina, la feniletilamina, la tiramina, le metilxantine, la dopamina e la serotonina.

Alimenti che contengono feniletilamina e tiramina sono, vino rosso, cioccolato, formaggi stagionati (Cheddar, Camembert), estratti di lievito, pesce conservato (sardine, aringhe, tonno), banane, uva, semi di soia, nocciole, avocado, spinaci.

Alimenti ricchi di istamina sono alcuni tipi di formaggi, i vini rossi, estratti di lievito, cibi fermentati anche vegetali e birra, sgombro, tonno, aringhe.

Le metilxantine (caffeina, teobromina, teofillina) si trovano nel caffè, tè, coca cola, cacao, cioccolata.

Altre amine sono la dopamina presente in fave e alcuni legumi, la serotonina presenti in banane, kiwi ananas, pomodori e altri vegetali.

Anche alcuni additivi possono essere responsabili degli attacchi di emicrania, ad esempio i nitriti e nitrati contenuti negli insaccati e il glutammato monosodico.

Alimenti che invece possono avere un ruolo preventivo sono lo zenzero che ha attività antistaminica, antiossidante e blocca la produzione di acido arachidonico, mentre la vitamina B2, la tiamina, l’acido folico e il magnesio sono utili integrazioni. Alcuni studi hanno mostrato come i pazienti con emicrania presentano bassi livelli di magnesio sia a livello sierico che tissutale. La carenza di magnesio è presente sia in pazienti con cefalea tensiva che in pazienti con emicrania con o senza aura, e questa carenza si aggrava al momento degli attacchi di emicrania.